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Guide18 settembre 20269 min di lettura

LA PELLE RACCONTA… …prima ancora che inizi la terapia

Chemioterapia, radioterapia, terapie target e immunoterapia possono alterare integrità e funzione della pelle. Preparare la cute prima dell'inizio delle cure non significa "renderla più forte" con creme miracolose, ma partire da una barriera in buone condizioni con detersione delicata, idratazione e fotoprotezione, scelte in base al tipo di pelle e alla terapia prevista. In alcuni casi, come con gli inibitori di EGFR o il sorafenib, iniziare prima una prevenzione specifica riduce davvero le tossicità cutanee. La parola chiave è appropriatezza: il prodotto giusto per quella pelle, con quella terapia, in quel momento del percorso.

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LA PELLE RACCONTA… …prima ancora che inizi la terapia

Autrice: Giorgia Grappeggia

Preparare la pelle prima delle terapie oncologiche: ha senso?

Quando si sta per iniziare una terapia oncologica, pensare alla propria skincare può sembrare una delle ultime cose di cui preoccuparsi1.

Eppure, chemioterapia, radioterapia, terapie target e immunoterapia possono coinvolgere la pelle e comprometterne, in modo diverso a seconda del trattamento, integrità e funzione2.

Tra le manifestazioni possibili troviamo secchezza, prurito, dermatiti, rash, alterazioni delle mani e dei piedi e altre tossicità cutanee che possono comparire nel corso del trattamento3.

Per questo oggi si parla sempre più spesso di un approccio proattivo alla salute della pelle, cioè di iniziare a occuparsene prima che un problema sia già comparso o sia diventato importante.

Ma che cosa significa davvero "preparare la pelle"?

E, soprattutto, possiamo davvero prevenire le tossicità cutanee con una buona skincare?

La risposta, come spesso accade in medicina, non è semplicemente sì o no.

Preparare la pelle non significa "renderla più forte"

Partiamo da un concetto importante: non esiste una skincare capace di rendere la pelle immune dagli effetti delle terapie oncologiche perché le diverse terapie possono provocare tossicità differenti e anche le strategie preventive cambiano in base al trattamento utilizzato.

Preparare la pelle significa piuttosto partire da una cute nelle migliori condizioni possibili, evitare di sottoporla inutilmente ad altri fattori irritanti e impostare una routine coerente con ciò che dovrà affrontare.

Già nel 2013 un gruppo internazionale di dermatologi e oncologi aveva proposto il concetto di "daily baseline skin care", cioè una cura quotidiana di base della pelle da integrare nella prevenzione e nella gestione delle tossicità cutanee oncologiche.

Più recentemente, è stata ribadita l'importanza di una skincare proattiva basata soprattutto su detergenza delicata, idratazione e fotoprotezione.

Quindi non stiamo parlando di una preparazione complicata, ma soprattutto di appropriatezza.

Prima domanda: com'è la pelle prima di iniziare?

Prima ancora di scegliere un cosmetico, occorre osservare la situazione di partenza in quanto non tutte le persone iniziano una terapia oncologica con la stessa pelle e, proprio per questo, le indicazioni dermocosmetiche non possono essere identiche per tutti: una persona può partire da una cute normale, un'altra da una xerosi importante e un'altra ancora avere già una patologia dermatologica che richiede particolare attenzione.

Anche il tipo di trattamento previsto è fondamentale, perché le tossicità cutanee associate a una chemioterapia citotossica non sono necessariamente le stesse di quelle provocate da un inibitore di EGFR, da un altro farmaco target, dall'immunoterapia o dalla radioterapia.

È quindi più corretto chiedersi "di che cosa potrebbe avere bisogno questa pelle con questa terapia?" piuttosto che cercare una generica skincare "per pazienti oncologici".

Partire dalla detersione

La prima cosa da valutare è la detersione quotidiana.

Andranno privilegiati detergenti delicati e formulazioni che rispettino il più possibile la barriera cutanea poiché alcuni trattamenti oncologici possono già compromettere la barriera della pelle, favorendo secchezza, prurito e maggiore vulnerabilità cutanea.

Il nostro obiettivo è quindi detergere senza aggiungere un ulteriore stress a una barriera che potrebbe diventare più fragile durante le terapie.

L'idratante

L'idratazione rappresenta un altro elemento centrale della skincare di base proposta nel paziente oncologico con l'obiettivo di sostenere l'idratazione e la funzione barriera della cute, soprattutto quando sappiamo che il trattamento potrebbe favorire xerosi e alterazioni della barriera stessa.

Questo però non significa che una qualsiasi crema idratante sia in grado di prevenire una qualsiasi tossicità oncologica: la scelta del prodotto dovrebbe tenere conto, ancora una volta, della situazione cutanea, del trattamento e del tipo di tossicità che vogliamo prevenire o supportare.

È proprio questa la differenza tra utilizzare una crema e utilizzare la crema appropriata in quel particolare contesto.

La fotoprotezione può diventare parte della routine

Anche la fotoprotezione trova spazio nelle strategie moderne di skincare oncologica perché alcuni trattamenti possono aumentare la sensibilità della pelle alle radiazioni ultraviolette e rendere particolarmente importante una corretta protezione solare.

Anche qui, però, è necessario ragionare sulla persona e sul trattamento, perché non tutti i pazienti presentano lo stesso rischio né necessitano esattamente delle stesse indicazioni.

In alcuni casi iniziare prima può davvero fare la differenza

Il concetto di prevenzione diventa particolarmente interessante con alcune terapie a bersaglio molecolare.

Uno degli esempi più conosciuti è lo studio STEPP, condotto in pazienti trattati con panitumumab, un farmaco che inibisce il recettore EGFR.

Nello studio, 95 pazienti sono stati assegnati a una strategia preventiva iniziata prima della comparsa della tossicità cutanea oppure a una strategia reattiva iniziata quando il problema cutaneo era già comparso.

La strategia preventiva comprendeva idratante, fotoprotezione, corticosteroide topico e doxiciclina, quindi è importante sottolineare che non si trattava soltanto di skincare cosmetica.

Le tossicità cutanee di grado almeno 2 sono comparse nel 29% dei pazienti trattati preventivamente rispetto al 62% di quelli trattati in maniera reattiva.

Nel gruppo preventivo è stato osservato anche un impatto minore sulla qualità di vita dermatologica4.

Questo studio ci insegna una cosa molto semplice: con alcune terapie, sapere in anticipo che cosa potrebbe succedere alla pelle permette di impostare una prevenzione specifica prima che il problema compaia.

Anche mani e piedi possono essere preparati, ma dipende dalla terapia

Un altro esempio interessante riguarda la cosiddetta hand-foot skin reaction, una tossicità che può comparire con alcuni farmaci target.

In uno studio randomizzato su 871 pazienti con carcinoma epatocellulare trattati con sorafenib, una crema all'urea al 10% è stata utilizzata fin dal primo giorno di terapia come strategia preventiva5.

A 12 settimane la reazione mano-piede di qualsiasi grado era comparsa nel 56% dei pazienti che utilizzavano la crema all'urea contro il 73,6% del gruppo di controllo.

Anche le forme di grado almeno 2 erano meno frequenti nel gruppo trattato con urea e il tempo alla prima comparsa della tossicità risultava più lungo.

Non possiamo però trasformare questo risultato nella regola semplicistica "urea per tutti", perché le strategie preventive vanno valutate in relazione al farmaco e alla specifica tossicità.

E prima della radioterapia?

Le evidenze disponibili mostrano che non tutti i prodotti e non tutte le strategie utilizzate tradizionalmente hanno la stessa efficacia preventiva, motivo per cui chi deve affrontare una radioterapia dovrebbe seguire le indicazioni specifiche del centro e del team sanitario invece di iniziare autonomamente prodotti scelti solo perché vengono pubblicizzati come adatti alla cute oncologica.

Preparare la pelle, in questo caso, significa anche sapere che la sede irradiata richiederà indicazioni specifiche, diverse dalla normale skincare del resto del corpo.

Devo quindi cambiare tutti i cosmetici prima di iniziare?

Non necessariamente.

Le raccomandazioni disponibili indicano di scegliere i prodotti sulla base delle caratteristiche della pelle, della tollerabilità e della tossicità prevista.

Inoltre, una scelta cosmetica poco appropriata può aumentare il discomfort o peggiorare alcuni effetti cutanei, motivo per cui "più prodotti" non significa necessariamente "più protezione".

Spesso il primo passo può quindi essere molto più semplice: rivedere quello che stiamo già utilizzando, eliminare ciò che non è necessario e costruire una routine essenziale e ben tollerata.

Sapere cosa osservare

Preparare la pelle non significa soltanto applicare qualcosa sulla pelle.

Significa anche conoscere le possibili tossicità della terapia e sapere quali cambiamenti meritano di essere segnalati precocemente.

Le linee guida ESMO dedicano raccomandazioni specifiche alla prevenzione e alla gestione di rash acneiforme, sindrome mano-piede, prurito, paronichia, onicolisi e alopecia, proprio perché condizioni diverse richiedono interventi differenti.

Alcune tossicità cutanee possono diventare sufficientemente importanti da interferire con il trattamento oncologico e, in alcuni casi, contribuire a interruzioni o sospensioni della terapia.

Per questo aspettare che un problema sia molto evidente prima di comunicarlo non è sempre la scelta migliore.

Quindi, preparare la pelle ha senso?

Sì, nel modo corretto.

Ha senso conoscere la propria pelle, utilizzare una detersione delicata, mantenere una buona idratazione, valutare la fotoprotezione e correggere eventuali abitudini che possono aumentare inutilmente lo stress cutaneo.

Ha ancora più senso sapere quale terapia si sta per iniziare, perché alcune strategie preventive hanno evidenze specifiche soltanto in determinati trattamenti.

Quello che non ha senso, è pensare che esista una crema universale capace di prevenire qualsiasi tossicità cutanea oncologica e non ha senso sostituire automaticamente tutta la propria routine semplicemente perché sta per iniziare una terapia.

La parola chiave rimane ancora una volta "appropriatezza": il prodotto giusto per quella pelle, con quella terapia e in quel momento del percorso.

Preparare la pelle non significa riempire il bagno di nuovi cosmetici prima della prima seduta ma arrivare all'inizio del trattamento conoscendo la propria cute, mantenendo una routine rispettosa della barriera e sapendo che alcuni trattamenti richiedono strategie preventive specifiche.

Significa soprattutto non aspettare necessariamente che la pelle "gridi" per iniziare ad ascoltarla perché, qualche volta, la pelle comincia a raccontare la sua storia prima ancora che inizi la terapia.

LA PELLE RACCONTA…

Dott.ssa Giorgia Grappeggia


Bibliografia

Footnotes

  1. Kaminsky A, Suhl S, Sacknovitz Y, Schwartz GK, Deverapalli S, Geskin LJ. Skin health in oncology: evidence-based skin care for cancer patients. Oncologist. 2026 Jun 6;31(7):oyag194. doi: 10.1093/oncolo/oyag194. PMID: 42225610; PMCID: PMC13261062.

  2. Dreno B, Khosrotehrani K, De Barros Silva G, Wolf JR, Kerob D, Trombetta M, Atenguena E, Dielenseger P, Pan M, Scotte F, Krakowski I, Lacouture M. The role of dermocosmetics in the management of cancer-related skin toxicities: international expert consensus. Support Care Cancer. 2023 Nov 4;31(12):672. doi: 10.1007/s00520-023-08116-4. PMID: 37925388; PMCID: PMC10625513.

  3. Lacouture ME, Sibaud V, Gerber PA, van den Hurk C, Fernández-Peñas P, Santini D, Jahn F, Jordan K; ESMO Guidelines Committee. Prevention and management of dermatological toxicities related to anticancer agents: ESMO Clinical Practice Guidelines. Ann Oncol. 2021 Feb;32(2):157-170. doi: 10.1016/j.annonc.2020.11.005. Epub 2020 Nov 25. PMID: 33248228.

  4. Lacouture ME, Mitchell EP, Piperdi B, Pillai MV, Shearer H, Iannotti N, Xu F, Yassine M. Skin toxicity evaluation protocol with panitumumab (STEPP), a phase II, open-label, randomized trial evaluating the impact of a pre-Emptive Skin treatment regimen on skin toxicities and quality of life in patients with metastatic colorectal cancer. J Clin Oncol. 2010 Mar 10;28(8):1351-7. doi: 10.1200/JCO.2008.21.7828. Epub 2010 Feb 8. PMID: 20142600.

  5. Ren Z, Zhu K, Kang H, Lu M, Qu Z, Lu L, Song T, Zhou W, Wang H, Yang W, Wang X, Yang Y, Shi L, Bai Y, Guo X, Ye SL. Randomized controlled trial of the prophylactic effect of urea-based cream on sorafenib-associated hand-foot skin reactions in patients with advanced hepatocellular carcinoma. J Clin Oncol. 2015 Mar 10;33(8):894-900. doi: 10.1200/JCO.2013.52.9651. Epub 2015 Feb 9. PMID: 25667293.

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